In(di)visibili

La verità è che volevo tenere questa canzone per me, perché mi piace tanto, perché è una bomba emotiva, perché fa parte di un lavoro più grande che si fonderà con la danza, perché è l’inizio e la fine di una storia infinita, perché, perché, perché… Ora è di chi se la sente risuonare dentro.
Questa è In(di)visibili.
Grazie di cuore a Paolo, Antonio, Daniela,Tony e Andrea 🥰
Scritto da Maurizio Casu
Arrangiamenti: Paolo Rassu e Antonio Lucchi
Voce: Maurizio Casu e Daniela Manca
Chitarre e Keyboards: Paolo Rassu
Basso: Tony Rassu
Batteria e percussioni: Antonio Lucchi
Prodotto e registrato da Paolo Rassu al Chewie’s Door Recording Studio
Mixato e Masterizzato da Andy Mornar
www.mauriziocasu.com

Della musica e di altre storie #2

La scorsa settimana ho lanciato una mia riflessione legata all’arte come un lavoro “non lavoro”, chiedendo, voi cosa ne pensate?

Ebbene, nessuno ha risposto, a parte qualche like, di cui non capisco il significato.

Quindi, il primo episodio di questa mini rubrica sarebbe dovuto essere l’ultimo, ma…

Ho incontrato un amico che mi ha detto:

Ho letto quel che hai scritto e siccome quello che penso in merito è lungo da scrivere, vorrei parlarne a voce.

Siamo rimasti un’ora abbondante a parlarne e sviscerare i pro e i contro della mia idea.

Un altro amico, che si è fatto 20 anni in giro per il mondo a suonare, senza sapere che io avessi scritto qualcosa su questo tema, mi ha spontaneamente detto che quando la musica è diventata per lui un lavoro è svanita tutta la magia.

Ora, saltando di palo in frasca, vorrei rendervi partecipi del fatto che nella mia città è stato negato il permesso ad un festival di musica acustica, il piccolo festival del cantautore (premio a squarciagola) che si è svolto regolarmente per 3 o 4 anni (non ricordo esattamente quante edizioni, ma a due ho partecipato anche io) in una piazzetta del centro storico.

Per acustico si intendeva senza alcuna amplificazione, uno strumento e una voce.

Per centro storico si intendeva quello che la nuova amministrazione ha riaperto al traffico abolendo la ZTL (Zona a traffico limitato).

Voi cosa ne pensate? Di cosa? Di quello che vi pare.

Della musica e di altre storie #1

Praticare l’arte come un non lavoro rende liberi. Sono convinto che le creazioni migliori vengano fuori senza ingerenze esterne. Senza il pensiero che se non vendo non mangio. Leggevo, ad esempio, che in Norvegia gli artisti sono stipendiati dallo stato, questo da la possibilità di sviluppare anche progetti al di fuori del mercato, in libertà. Io, nel mio piccolo, produco le mie cose in questo modo. Come un non lavoro. Mangiando salmone comprato al market per finanziare gli artisti Norvegesi. Scherzi a parte, voi cosa ne pensate?

*Una precisazione: “Un non lavoro” che va pagato, sembra un ossimoro ma non lo è.